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domenica, novembre 22, 2009

CADUTE


venerdì, novembre 13, 2009

TRACKS 2


VASCO ROSSI
TRACKS 2 - INEDITI E RARITA’
Nel Cd + dvd in tutti i negozi a partire dal 27 Novembre 2009


Si intitola TRACKS 2 la raccolta di canzoni, molto attesa dai fan, di cui si vocifera da un po’ di tempo su internet e che viene pubblicata da Emi Music il 27 novembre.
Tracks 2, cd + dvd, arriva a 6 anni dalla pubblicazione della prima raccolta di brani di Vasco, ed è come sempre supervisionata da Guido Elmi.
“INEDITI E RARITA’ “ è il sottotitolo perché contiene tutte quelle “canzoni sparse qua e là”, come ha avuto modo di dire Vasco, eseguite in una sola occasione di concerto e mai entrate a far parte di un cd, canzoni da collezionisti.

Gli INEDITI sono 3 e sono le ‘urgenze’ di Vasco, le canzoni che ha scritto nell’ultimo anno dal sound ‘Speak easy’ il suo studio a Los Angeles, e che ha voglia di far sentire subito al suo popolo, senza dovere per forza aspettare di pubblicare un album:
Ad ogni costo”, la nuova edizione di “Creep” che compare nella playlist dei concerti indoor (la piu’ scaricata su ITunes e ai vertici delle classifiche radiofoniche.
Ho fatto un sogno” che vede un inedito Vasco interprete di una invettiva che farà discutere…
Sto pensando a te”, l’ultima nata in ordine di tempo.

Le RARITA’ sono vere e proprie eccezioni alla regola, canzoni eseguite una sola volta e in una unica occasione come:
Un ragazzo di strada”, (dei Corvi) che Vasco ha ripescato a sorpresa per il concertone del 1 Maggio 2009.
Il tempo di morire” , di Battisti, meglio conosciuta come “Motocicletta 10 Hp..” che ha avuto una unica esecuzione al Mugello nel 1996 durante un concerto memorabile che iniziò con il rombo di un nutrito gruppo di harleysti sotto palco.
Sally” nella versione ‘indoor 2009’ solo voce e chitarra, emozionante.

Chiude la raccolta una straordinaria versione vaschiana di “Amico fragile”, interpretata quella sola volta a Genova, Teatro Carlo Felice, di fronte “agli ultimi” tanto cari a Fabrizio de Andrè scomparso l’anno prima.
Il resto è storia di un passato che potrebbe essere remoto e invece non lo è per chi ha vissuto direttamente o indirettamente le evoluzioni di Vasco.

Nel DVD allegato c’è tutto il concerto dell’ultimo tour europeo del 1996 legato soprattutto all’album “Nessun Pericolo per te”. Chi c’era ricorderà certamente “Praticamente perfetto” (testo di grande attualità), “Benvenuto”, “Io perderò”, “Un gran bel film” che, guarda caso, è l’inizio dello show indoor di quest’anno.

A tredici anni da quel tour Vasco torna in Europa e torna anche negli spazi al chiuso dove il contatto diretto con il suo pubblico provoca emozioni “touch screen” indescrivibili.

vascorossi.it

...CHE FESTA A CASERTA



Sono ancora in coma….Devo ancora risvegliarmi dalle emozioni intense dei primi concerti indoor …ed è già finita la prima parte del tour, a Caserta, dopo ben 15 concerti, uno più straordinario dell’altro…e ancora non ci posso credere!!

Pausa, è solo una pausa: si riprende a febbraio 2010 da Milano, non vedo l’ora.

Sono state giornate stravissute, straviziate, da Mantova, a Pesaro, da Ancona a Caserta dove un bagno di folla così non si era mai visto! E che calore, gente, che calore in quei palazzetti…entusiasmo da stadio dappertutto, atmosfera incandescente e palpabile, energia e carica che si trasmettono dal palco al pubblico e dal pubblico al palco, Vasco così c’è solo da goderselo..

E scusate se non vi abbiamo raccontato della “caduta” a Caserta, l’ultima sera (6 novembre), sul finale di Albachiara…ebbene sì Vasco è inciampato in un gradino del palco ed è scivolato a terra rialzandosi immediatamente e uscendo tranquillamente sulle sue gambe… Una banalissima caduta, nulla da segnalare ma ai tempi di internet e dei telefonini che riprendono durante un concerto..potevamo aspettarci di finire su youtube ..ma che la cosa diventasse una notizia da telegiornale??!!?...Evidentemente oggi va così, qualsiasi cosa fai ‘sei in diretta’..E va bene, va bene, va bene anche così ..

vascorossi.it

AD OGNI COSTO, IL VIDEO



ELEONORA ABBAGNATO BALLA PER VASCO
NEL VIDEO “AD OGNI COSTO”
QUANDO IL ROCK INCONTRA LA DANZA CLASSICA
GUARDA IL VIDEO UFFICIALE
Rock e danza classica, un esperimento che funziona: Vasco Rossi ha scelto Eleonora Abbagnato, prima ballerina dell’Opera di Parigi dal 2001, come protagonista del video di “Ad ogni costo”, l’unico inedito nella playlist dei concerti Europe Indoor.
“Ho subito avuto la certezza - spiega Vasco – che per questo video volevo una ballerina classica perché i movimenti eleganti e allo stesso tempo sensuali della danza possono rappresentare in maniera ideale la donna della canzone. Il risultato è una straordinaria contaminazione fra due mondi, il rock e la danza classica, apparentemente agli antipodi. E ho scelto la Abbagnato: non solo la numero uno della danza ma anche perfetta per il ruolo di protagonista del video”.
Dal canto suo, Eleonora Abbagnato è stata entusiasta della “La danza tocca gli artisti veri, quando Vasco mi ha chiamato ho detto subito sì. Come ballerina mi piace molto sperimentare e, soprattutto, osare nella ricerca di linguaggi nuovi che avvicinino il pubblico al mio mondo, la femminilità si può esprimere anche attraverso movimenti estremi”.
Eleonora Abbagnato nel video balla per Vasco e, da sola, impersona l’universo femminile, invertendo però i canoni classici della danza: sulle punte per esprimere aggressività e forza, a piedi nudi per mostrare fragilità e sensualità.
E’ vincente la formula scelta dal coreografo Davide Bombana che sottolinea: “Anche nel look e nel cambio di abiti abbiamo optato per l’originalità e usato le punte come strumento aggressivo, al contrario dell’immagine iniziale in cui la Abbagnato in versione Venere di Botticelli danza a piedi nudi”.
Per la registrazione del video sono stati impiegati 2 giorni, intensi per Eleonora che da grande professionista si allena fin dalle prime ore del mattino. La regia del video è di Stefano Salvati che con Vasco ha girato molti video, tra cui “Gli spari sopra” .
vascorossi.it

INTERVISTA AL MESSAGERO



Come sta andando questa tua nuova avventura nei palasport?
Mi sto divertendo moltissimo. Non ricordavo fosse così emozionante e coinvolgente cantare così vicino alla gente. È addirittura più forte l’adrenalina che ti arriva e che rimane dopo. Quasi ti fosse stata trasmessa più intensamente, da ogni anima.
Dopo un concerto in uno stadio si rimane intontiti per parecchie ore ma in un modo diverso. Più dall’evento, dalle grandezze, dalle proporzioni enormi.

Pensi di aver ritrovato un pò il Vasco degli inizi, quello dei locali e dei palazzetti grazie a questa dimensione più ridotta?
Claro che si. Era quello che cercavo. Non è che temessi di averlo perso. Ma mi mancava un po’.

Cosa provi sapendo che dovrai stare per più di un anno in giro per l'Europa?
Sono felice perché finalmente faccio quello che mi piace fare:suonare davanti alla gente. Ma ho anche qualche timore per l’incognita sulla mia resistenza fisica, i miei concerti cominciano il giorno prima e non finiscono nemmeno il giorno dopo. È uno stato perenne di sensibilità al massimo. Nervi scoperti sempre, anima viva a contatto con la realtà. Ma amo le sfide e, soprattutto, le voglio sempre vincere.

Come sei arrivato a scegliere questa scaletta?
Con un’accuratissima selezione, svolta insieme a Guido Elmi, dei pezzi più giusti anzi, di quelli perfetti per questo spettacolo. Pezzi degli albori, mai eseguiti ed altri recenti necessari a raccontare trent’anni della musica di VascoRossi. Una cavalcata di due ore attraverso la crescita e il cambiamento della musica di VascoRossi. E poi, un tuffo, come un bunje jumping, nel principio di tutto: io da solo con la chitarra. Vi faccio vedere come nascono le mie canzoni: prima acustiche, poi sempre più colorate e arrangiate, fino a “Senza Parole” eseguita nella sua completa versione finale.
Sono un genio della telecomunicazione

Hai mai pensato ad un concerto esclusivamente acustico?
No, ma dopo l’esibizione da solo con la chitarra nel concerto zero di Mantova, ci ho pensato. Ero un po’ preoccupato e incerto all’inizio sulla mia capacità di eseguirla, data l’emozione e la novità della faccenda. Una di quelle straordinarie idee che mi vengono ma che poi devo realizzare…
Dopo ho capito che potrei farlo. Direttamente “alle case”, come si diceva una volta quando si andava a suonare e si faceva festa direttamente nelle case della gente.

A questo punto della tua carriera, pensi ci sia qualcosa che non hai fatto e che ti piacerebbe fare?
Certamente. E quando lo scoprirò, lo farò.

Con quale artista straniero faresti volentieri qualcosa?
Mah forse mi piacerebbe cantare conKkeith Richard alla chitarra.

Le tue canzoni ora nascono con più facilità rispetto al passato?
No di certo.

martedì, ottobre 13, 2009

EUROPE TOUR 2009: PESARO


Guarda la fotogallery

venerdì, ottobre 09, 2009

LA LUNGA NOTTE DI VASCO E' UN GRAN BEL FILM




«Io lo so che le 'cose' poi, non sono mai 'come'... / come te le aspettavi te / io sono triste però / io sono triste un po'» cantava ieri sera Vasco Rossi a Mantova riassaporando il clima febbrile dei palasport dopo 13 anni di stadi. «Un gran bel film» ha rappresentato il ponte tra passato e presente scelto dal maudit di Zocca per dare l'abbrivio a questa sua nuova avventura, tornando tra i solchi di quel «Nessun pericolo... per te», ultimo album presentato nelle arene prima di restringere le tournée solo ai grandi spazi. Un pezzo fuori mano come diversi altri affiorati nel corso dello show, affrontato col respiro sul collo dei cinquemila del PalaBam nell'attesa di debuttare ufficialmente martedì all'Adriatic Arena di Pesaro e proseguire per un anno ai quattro angoli d'Europa con tappa pure a Milano dal 5 al 21 febbraio. Sul palco la rocciosa band degli ultimi giri di concerti, corroborata da Maurizio Solieri e Stef Burns alle chitarre, da Claudio Golinelli al basso, da Alberto Rocchetti alle tastiere, da Andrea Innesto al sax, dall'americano Matt Laugh alla batteria, da Frank Nemola alla tromba e da Clara Moroni ai cori.
Gruppo quadrato con cui Vasco risale la sua inarrivabile avventura rock fino alle origini de «La nostra relazione», primo singolo del primo album «... ma cosa vuoi che sia una canzone» uscito nel 1978. Anche se a scuotere il palasport sono cose relativamente recenti come la «Cosa vuoi da me» di «Buoni o cattivi» e vecchissime tipo «Ieri ho sgozzato mio figlio», da quel «Siamo solo noi» trasformato dal tempo in una pietra miliare del suo cammino.
E ancora «Ogni volta», la melanconica «Gli angeli» dedicata nel '94 alla prematura scomparsa del manager Maurizio Lolli, «Domenica lunatica», «Dimentichiamoci questa città» e su su fino a «Vivere senza te», «Anima fragile», «Colpa del whisky» e una rielaborazione di «Creep» dei Radiohead «Ad ogni costo». Tutto in una scena coinvolgente e sofisticatissima, minimale solo all'apparenza, caratterizzata da quattro enormi cubi luminosi sospesi nel vuoto e da centinaia di specchi a bulbo che riflettono la sala come l'occhio reticolare di un insetto. «Sono ancora in coma» riporta le energie e la voglia di trasgressione di «Vado al massimo» appena ripubblicato pure su vinile, appiccando fuoco alle polveri di un gran finale che incrocia una dopo l'altra cose tipo «Delusa», invettiva sul velinismo e sul ninfettismo giocata con 15 anni d'anticipo su questi nostri convulsi tempi catodici, «Quanti anni hai», «Stupido hotel», «Un senso», «Deviazioni» e «Il mondo che vorrei».
Ma un concerto di Vasco non è un concerto di Vasco senza l'inevitabile raffica di bis. Struggente l'intimismo con cui Vasco, imbracciata la chitarra acustica, traversa “hit” dei suoi straviziati anni '80 e '90 come «Sally», «Dillo alla luna», «Incredibile romantica», «Una canzone per te» mentre il resto ha l'urgenza di «Hai ragione tu», della «Ridere di te» di «C'è chi dice no» e di «Occhi blu». Il congedo segue la liturgia degli stadi recuperando le memorie sempre presenti di «Vita spericolata», «Canzone» e «Albachiara».
Infine a Natale uscirà un cd+dvd: nel primo brani inediti e rarità mentre il secondo dovrebbe contenere immagini dell'ultimo tour con Massimo Riva.

martedì, ottobre 06, 2009

SI PARTE!!!

Parte il Vasco Tour nei palazzetti: ecco la scaletta.
Per oltre un anno il Blasco sarà in giro per l'Italia e per l'Europa: una maratona live straordinaria caratterizzata da un filotto di sold out.
Parte stasera il (quasi) neverending tour di Vasco Rossi.
Dopo la data zero al Palabam di Mantova, una sorta di prova ufficiale, ecco il debutto ufficiale a Pesaro. Per chi sarà protagonista di almeno una delle date di questa tournée nei palasport, ecco la scaletta "sonora", quella della data zero, appunto. Suscettibile di qualche modifica in corsa, certo, ma comunque solida e figlia di scelte ben precise, che tolgono al polvere a brano che il Blasco dal vivo non faceva da tempo.

Un gran bel film
Cosa vuoi da me
Ieri ho sgozzato mio figlio
La nostra relazione
Ogni volta
Gli angeli
Domenica lunatica
Dimentichiamoci questa città
Vivere senza te
Anima fragile
Colpa del whisky
Ad ogni costo
Sono ancora in coma
Delusa
Quanti anni hai
Stupido Hotel
Un senso
Deviazioni
Il Mondo che vorrei

Sally
Dillo alla Luna
Incredibile romantica
Una canzone per te
Hai ragione tu
Ridere di te
Occhi blu
Senza parole
Vita spericolata - Canzone - Albachiara

domenica, ottobre 04, 2009

VASCO: MANTOVA LIVE


...dillo alla luna


...ogni volta


...un gran bel film


...sono ancora in coma


...una canzone per te


...senza parole


...sally


...anima fragile


...albachiara e finale

sabato, ottobre 03, 2009

IL MENESTRELLO

Quindi nella fenomenologia di Vasco entra un nuovo capitolo: il ritorno. Dopo tredici anni torna a cantare nei palasport, dopo quasi trent’anni torna a suonare la chitarra sul palco e qui al Palabam di Mantova è una festa, letteralmente. Fuori, prima del suo arrivo, c’era la solita coda, cinquemila ragazzi (e non solo), la metà appartenenti al Blasco Fan Club, ciascuno in attesa del proprio Vasco perché questo è il segreto: ciascuno viene al concerto aspettando il proprio idolo, quello a sua immagine e somiglianza, e non necessariamente è lo stesso. Qualcuno (Edmondo Berselli) ha scritto che Vasco è «un tacchinone» che si aggira sul palco caracollando. Qualcun altro (Andrea Scanzi) ha detto che «ogni estate pubblica singoli – fotocopia in cui ripete le stesse cose». Altri sono inutili notai della sua salute, sulla quale Vasco ieri ha rassicurato: «Le analisi del sangue sono regolari. Il fegato non è spappolato, anzi i valori sono quelli di un bambino». Ma la maggioranza però se ne frega di tutte queste disquisizioni a posteriori: Vasco per loro è quello che ieri sera, nella data zero del suo European Tour, è salito in scena e ha rovesciato più di due ore di canzoni come se niente fosse, abbracciando la sua gente e parlando la sua lingua. Punto. Lui in giubbotto nero di pelle, jeans, cappellino, grinta mai vista. In effetti è «Un gran bel film» come il titolo della canzone d’apertura, presa dall’album «Nessun pericolo per te» e riproposta come si fa nei club: senza effetti speciali, solo rock e basta con Vasco che sta lì, a mezzo metro dalla prima fila, e non lontanissimo come accade negli stadi, e sente l’alito della folla che fino a poco prima era lì a cantare «alè, alè Vasco» come se fosse una partita di Champions. Il palco è semplice, giusto lo spazio per basso chitarra e batteria, con quattro cubi scenografici pieni di luci che si sporgono sulla platea e migliaia di piccoli schermi a forma di palla. Roba così, altro che la magniloquenza degli show nei megastadi. Sarà per questo che tutto il concerto è un andirivieni nella discografia di Vasco, quella di un cantante che ha colorato gli ultimi trent’anni della musica italiana a modo suo, cioè rimanendo da solo, appartato. C’è Vasco, con i suoi limiti, e ci sono gli altri, con i loro: ma difficile mescolarli. Forse mai come in questa tournée (che debutta martedì prossimo a Pesaro e si fermerà al MediolanumForum di Assago a febbraio), Vasco si è messo in gioco e vada come vada. Pochi classici, il più bello è Delusa, e molte rarità come «Anima fragile» preso di peso da «Colpa d’Alfredo» del 1980, o «Deviazioni» da Bollicine del 1983, quando Vasco Rossi era l’enfant prodige del rock italiano, perso tra eccessi e romanticismi, perseguitato dai giornalisti (memorabile il Nantas Salvataggio al Festival di Sanremo) e lentamente adorato dai suoi fan che stasera sono qui al Palabam di Mantova arrivando da tutta Italia. A loro Vasco dedica una «Angeli» di inconsueta intensità, anche perché lui la spiega, ci ragiona sopra insieme con il pubblico, spiega che gli angeli sono in cielo ma qui siamo soli e ce la dobbiamo cavare con le nostre forze. E così fa lui dopo aver snocciolato «Sono ancora in coma», canzone vecchissima, o «Ad ogni costo» che è nuova, uscita solo sul web e guai a voi se vi stupite: la musica è quella di Creep dei Radiohead ma le parole sono le sue, adattate alla metrica ma sue (e Thom Yorke ha dato il suo imprimatur). Perciò, nel debutto di quello che sarà un tour esaurito in quasi tutta Europa (persino all’Hammersmith Apollo, tempio del rock di Londra dove hanno suonato mostri come Deep Purple e Ozzy Osbourne), Vasco si è mostrato per quello che è: in un’altra fase della sua storia. Lui dice, civettuolo: «Sto vivendo un momento di straordinaria creatività». Ma al pubblico interessa fino a un certo punto: lui ormai è una maschera italiana che durante «Sally» prende la chitarra acustica e inizia a strimpellare placido, prima che la band lo raggiunga e chiuda lo show con Albachiara, come tutti si attendono e come in fondo è giusto che sia.